| Ibone 的个人资料Ibone日志列表 | 帮助 |
|
|
2009/4/9 Mi resisto Mi resisto sebbene ormai non mi attiri piú l'idea di scrivere questo blog. Eppure mi resisto... Non voglio distruggerlo. Non voglio cancellarlo. Non voglio dimenticarlo. A volte vorrei ma... poi mi resisto e passo pagina... A volte mi tornano dei pensieri che vorrei stampare sui tasti del computer... come una volta. Ma poi, dopo appena qualche istante, scaccio via l'idea di riprenderti, di riscriverti, di spogliare la mia anima sul tuo schermo immacolato. E soprattutto, mi resisto alla schiavitù di una volta, a sentirmi presa da te senza potermene svincolare. Peccato! Vorrei scrivere ma solo per me stessa. E quindi... ripresi il mio diario... In vano... Per poco... A strattoni... Senza tanta passione e ancor meno entusiasmo... Peccato! Vorrei non averli incontrati... Che tu fossi mio, solo mio e di nessun altro... Non collegarmi in cerca di approvazione o di altro... Proprio come faccio adesso che so, lo spero tanto!, che oramai l'oblio mi ha presa d'assalto e nessuno verrà a cercarmi, a commentarmi, a (involontariamente o meno) condizionarmi. Mi resisto, ebbene sí, ma poi, nemmeno tanto visto che sto facendo scorrere le mie dita sulla tastiera rovinata dalle mani dei miei piccoli terremoti... Terremoto... Mi torna in mente l'inferno che sta colpendo la mia adorata Italia... In fondo, mi resisto perché annientarti sarebbe come far scomparire una parte della mia vita che mi ha accompagnata durante duri momenti. No, non ti raderò a terra. Almeno per ora... Ibone 2008/12/29 L'odore dei ricordiRicordare un posto non è solo guardarne la fotografia benché ciò contribuisca in grande misura a riportare nella nostra mente quel posto amato. Il ricordo è molto piú di un'immagine: è sentire nelle narici l'odore dolciastro del caldo estivo, provare la sensazione di leggerezza del vento soffice sulla mia pelle. È tuffarsi con lo sguardo e con tutti i sensi nel paesaggio adorato, parlo ovviamente, della mia Taormina.
E per un istante, sentirsi trasportata, rapita, trapiantata, magicamente immersa nei tuoi colori sgargianti, nel profumo infinito delle piante tropicali, nel chiasso della gente per strada, nei sapori indimenticabili.
E ambire toccare con le mani tutto quello che la tua foto riporta alla mia mente....
Chissà fra alcuni mesi.... Ci spero tanto!
Ibone 2008/10/12 Niente da dire e tutto da raccontareNiente da dire...
Tanto da dire...
Vogia di raccontare...
Strema svogliatezza...
Tanto da fare...
Niente tempo per socializzare...
Per niente mancanza di ciò che mi manca!
Mi avanza soddisfazione quando mi specchio nei loro occhi.
Il nostro motto?
"Chi perde tempo, non ha piú tempo!" (Cara la mia Iris...).
Dolce... e gabbana...
Ciccia... Terremoto...
Tu, ....., tu.... e tu ancora.
Vi voglio bene:
Dopo tanto tempo e cercando di passare inosservata: Ibone 2008/3/19 PesadillasMe suele pasar en circunstancias similares.
Por ejemplo, recuerdo un verano del siglo pasado que me fui a Valladolid a casa de mis tíos y me dio por visitar, con mi primo como guía turístico, todos los museos de la ciudad. Por la noche, soñaba con cuadros de Cristos y santos, con crucifixiones que me veían de protagonista o huyendo de la Santa Inquisición en el peor de los casos. Y, claro, me levantaba en estado catatónico. ¡Vaya que un poco más y me beatifican!
Lo mismo me ha sucedido en los viajes culturales con mi marido cuando después de visitar iglesias y museos, me he pasado noches enteras envuelta en ambientes místicos, recorriendo catedrales o pateando calles hasta el punto de levantarme con agujetas.
Pues bien, después de tres o cuatro semanas viendo pisos, mis noches (bueno, lo que queda de ellas pues con Erika y su apetito no me queda mucha noche para dormir) transcurren envueltas en sueños inmobiliarios. En ,que no hago más que ver casas con comunidades de 160 €, habitaciones para Pin y Pon a precio de hotel de 5 estrellas, ventanas que dan a patios donde el sol no entra desde hace 30 años (más o menos los que lleva el edificio construido), habitaciones orientadas al norte sin doble ventana ni nada que se le parezca, reformas totales para llevar a cabo sólo si te sale un combo de esos de la ONCE (al que por cierto no juego), pisos en el quinto pimiento que pretenden venderte como a 5 minutos del centro (¿del centro comercial de la zona?), accesos a portales con 10 escaleras sin rampa y yo que me cargo bajo el brazo a Erika con todo el maxicosi, piso no junto al río sino prácticamente sobre él cuya principal ventaja es que los martes y los viernes no tienes que ir a la pescadería. Basta sacar una silla de campo a la puerta y lanzar el anzuelo: ¡pescadito fresco para comer, fijo! ("Ay, ay, ay, ay, cómo se la lleva el río", me cantaba mi madre cuando era chica)... Sin olvidar los cálculos mentales del 7% de IVA o similar + los gastos de notarios + traslado + .....
Y todo ello con el empeño cabezota de quien vende los inmuebles de hablarte en pesetas lo cual supone un ulterior esfuerzo mental (¡como si una se fuese a la cama a hacer cábalas!) de la transformación en euros... (¡Que la peseta no existe, oiga!).
¡Pesadillas!
Ibone 2008/3/11 Cruz y rayaUna croce su coloro che non accettano punti di vista diversi dai loro e puntano i piedi per averla sempre vinta passando sopra i diritti di chiunque e insultando, calunniando, vilipendiando perché altro non sanno fare.
Una croce su chi tira fuori la solidarietà quando gli fa comodo perché individualmente non sarebbe capace di arrivare a nulla. Parassiti indecenti della società e scrocconi delle idee degli altri.
Una croce su quelli che si offendono costantemente se non fili secondo il loro criterio. Permalosità che nasconde una profonda immaturità con la quale ci provano a ottenere quanto vogliono dagli altri, sottomettendoli con la loro cretinaggine.
Una croce su coloro che hanno spezzato l'illusione delle mie figlie con stupidi egocentrismi e bugie varie. Banali, superficiali... Siate sicuri che ci semina vento, raccoglie tempesta.
Una croce su chi osa invadere la mia intimità con pretese e prepotenze in nome di un fasullo interessamento. Fatevi gli affari vostri e lasciate che io decida le mie priorità nella vita.
Una croce su quelli che hanno dubitato della mia buona fede e hanno messo in dubbio la mia onestà ferendomi profondamente. Non ci sono cerotti che possano sanare la profonda ferita... Non la farò riemarginare.
Una croce su coloro per cui sono importanti soltanto le loro miserie e disgrazie e prendono facilmente sotto gamba la sofferenza altrui o si limitano a ignorarla.
Una croce su chi fa dell'ipocrisia il suo leif motiv e cerca di avvinghiarti con la sua falsità e il suo schifoso mondo delle mere apparenze dallo sfondo nero come la pece.
Una croce su quelli che nuotano nell'avarizia, privi di generosità e taccagni perfino di affetto.
Una croce sui falsi amici.
Una croce sugli stupidi miti che ti mettono le catene ai polsi e cercano di succhiarti anche il cervello: emancipazione, femminismo, perfezionismo, accondiscendenza, il lavoro nobilita, "lo sai com'è fatto", "bisogna capirlo", "tu sei al di sopra di queste cose", "tu non sei come lui/lei; ergo, perdona" e via dicendo fino all'infinito dell'idiozia tutto per giustificare la maleducazione, gli atteggiamenti violenti, insultanti, prepotenti, invadenti, offensivi...
Una croce... e punto e a capo.
Ibone 2008/3/2 Questioni di cuoreCucina di casa nostra, ieri sera. Iris, 5 anni fatti ad ottobre, sta cenando mentre alla televisione cantano i vincitori del Sanremo giovani, i Sonorha, due fratelli di cui il piú giovane, 21 anni, niente male! Insomma, carino, molto carino.
Iris mi dice seria seria:
- Mami, mi sono innamorata di uno di quelli che cantano.
- Di quale, del biondo o dell'altro?, chiedo io seguendole "il gioco".
- No, il biondo non mi piace.Dell'altro?
- E come mai?
- Perché.... perché è molto carino! E quindi... forse me lo voglio sposare...
- Ma non ce l'hai più il fidanzato? Non era A.H.?
- Sì... Mi piace anche A.H.
- E tu a lui?
-Sì, mi ha detto di sí... Almeno l'anno scorso perché ora non gliel'ho piú chiesto...
- E Alberto non è più il tuo fidanzato?
- È che Alberto non mi vuole più.... quindi... neanch'io! Quindi, non so quale mi debbo sposare... (facendo riferimento a A.H. e al supercarino dei Sonorha).
- Beh! Comunque io ti consiglio di tenerti A.H. che conosci e ti sta vicino. Quello della tivú può darsi che non lo incontri mai e dunque, resteresti senza nessuno, non ti pare?
- Sì, va bene, ma è che sono veramente innamorata di lui, mami!- esclama lei quasi disperata.
Riprende dopo qualche secondo:- Mami, e se sono innamorata di uno però poi, vedo un altro e mi innamoro dell'altro? Che posso fare?
- Beh! Mica ti devi tener un fidanzanto per tutta la vita se ti innamori di un altro! Puoi cambiare! In ogni caso, Iris, sei ancora troppo giovane per decidere con chi sposarti. Aspetta che sarai grande per decidere con ti vuoi sposare o se ti vuoi sposare o rimanere single!
- Ah, no! Mi voglio sposare sicuro!
- Perché?
- Perché voglio avere una figliola!
- Sì ma non è necessario sposarsi per avere una figliola!
- Ah no? Ma se non mi sposo, non posso averla!
- Mah! Non è vero! Tu puoi avere una figliola senza sposarti!
- Sì... ma... io non voglio una figliola di un altro paese che è già nata! (A questo punto io sono già completamente k.o.).
- Iris, non ti sto parlando di adottare una figlia ma semplicemente ti dico che non ti devi sposare per forza per fare un figlio... Quello che ti serve è un uomo! Te lo puoi sposare o convivere con lui...
- Sì, ma allora perché si sposano?
Oh, basta! Mi arrendo! Hai vinto tu! Comincerò i preparativi per il tuo matrimonio....
Ibone con Iris
2008/2/28 InsopportandoNon sopporto l'inverno, con il freddo, il buio, le giornate buie... Il senso di disorientamento, stordimento, assenza di pressione sanguigna che mi lascia k.o. fino all'arrivo dell'estate.
Non sopporto la gente che pretende di dirmi quello che devo fare o addirittura pensare solo perché sono piú grandi di me o mi vedono piú giovane di loro. E, credetemi, mi capita spesso la cosa. La cosa è indisponente quando lo fanno persone a me vicine ma è completamente insopportabile quando si tratta di individui che non hanno niente a che fare con la mia cerchia di amicizie o parenti. Io non mi permetterei mai, cari miei puntini vari...
Non sopporto il coniglio. Non riuscirei nemmeno a cucinarlo. Mi fa schifo.
Non sopporto la sensazione di arrivo imminente di un'aura emicranica che incombe su di me in giornate come queste o quando debbo stare sotto le luci di neon o mi arriva un flash con tanto di abbagliamento. La visione non nitida, il senso di nausea... Sentirmi in balia di un capriccioso destino senza poterci fare nulla per evitarlo.
Non sopporto la politica perché sono del parere che, quando uno la pensa in un modo, non cambierà opinione per quanto un altro ti dia degli argomenti opposti e quindi, qualunque discussione in questo senso, non porta se non a un non ascoltarsi a vicenda ma soltanto a se stessi passando dal dialogo civile a improperi indecenti. E in questo senso, NON SOPPORTO I POLITICI DEL PP. La marionetta Rajoy e i suoi seguaci retrogradi, insultanti, intolleranti, falsi, razzisti, classisti, ipocriti ed egocentrici, demagogici senza vergogna, manipolatori... E chi piú ne ha, piú ne metta.
Non sopporto le persone che lasciano tutto all'utimo momento o che non fanno scorta di prodotti necessari finché non si ritrovano la dispensa vuota e senza il minimo imprescindibile.
Per il momento è tutto ma continuerò a insopportare...
Ibone
2008/2/26 Il fascino degli alberghi in invernoPremetto che viaggiare è una delle cose che più amo al mondo e alla quale mi riesce impossibile rinunciare senza cadere in un profondo stato di esaurimento.
Premetto che ho avuto l'infinita fortuna di aver trovato una persona, la mia dolce metà, che condivide questa mia passione e non solo il fatto in sè di andare a scoprire altri posti bensí il modo di farlo, che non è meno importante.
Premetto che sono stata tanto fortunata da mettere al mondo una figlia, degna erede di questa nostra passione, con la quale viaggiare suppone un piacere ancora più grande.
Detto ciò, vorrei esprimere fino a che punto mi sento affascinata dagli alberghi in inverno, anche se sarebbe più corretto dire in qualsiasi periodo dell'anno in cui il caldo non ha ancora fatto capolino.
È qualcosa di inenarrabile la sensazione che mi lasciano nell'anima e che si protrae nel tempo, nitida e sempre fresca.
Ricordo l'albergo a Roma, un anno fa. Fuori pioggia e un minimo di freddo. Dentro noi, sotto le coperte a guardare un servizio su Le Vibrazioni. Aspirando il sapore di Roma in ogni angolo di quella stanza in attesa dell'alzataccia del giorno dopo per percorrerla anche con lo sguardo e con ogni senso.
Ricordo l'albergo a Figueira da Foz. La pioggia a catinelle che ci dava un'immagine distorta del mare oltre il balcone dell'hotel; stanza ampia, la moquette, la luce speciale e unica degli alberghi quando fuori c'è ancora l'ora legale. L'odore dell'Atlantico in ogni angolo della stanza. Il senso di protezione malgrado il tempaccio che minacciava fuori dalla finestra.
Ricordo l'albergo a Portugalete che mi riportava indietro di qualche decade, anni '80. L'odore a clima del Nord, umidità mescolata a sapori intensi, di buona cucina e mistela. Plumbeo ma rincuorante perché saputo e amato. La grande finestra sulla strada tipica. Il rumore vicino del "Puente Colgante" e l'odore della "ría" risanata.
Ricordo l'albergo a La Paz: 4.500 metri sul livello del mare!!! Stanza con vista da capogiro. Altitudine già di per sé da capogiro. Sensazione di essere al di sopra di qualsiasi altro mortale. Sulla cima del mondo!
Ricordo l'albergo a Londra (beh! Questo forse è meglio dimenticarlo!). Quella piccola, minima stanza con quel bagno? ricavato chissà come da uno spizzico di camera. Sporcizia parecchia eppure, sempre affascinante poiché ci permetteva di scoprire Londra, una città prima disprezzata e dopo i primi minuti lì, già prediletta. La kettle sul tavolino con le bustine da thè (già viste prima a Malta). Il colore particolare del cielo fuori dalla stanza, cielo di freddo, di poca pioggia però, cielo di Londra attraverso quella finestra. E la promessa di tanti luoghi splendidi da visitare.
Ricordo l'albergo a Bruxelles, con tante di quelle stelle da far sembrare la camera un piccolo palazzo dentro il grande palazzo esterno. Le notti insonni a giocare a "mus", le colazioni con i barattolini di marmellata, lusso dappertutto e fuori Bruxelles bagnata dalla pioggia, così settentrionale.
E infine, ricordo con particolare affetto e tenerezza l'albergo di Olivenza, quella stanza dove una mattina di febbraio, presto, molto presto per l'impazienza, scoprimmo che da allora in poi, ci sarebbe stata Iris con noi in tutte le altre stanze di tutti gli altri alberghi.
Bello il fascino delle camere d'albergo quando fuori c'è il vento e il freddo e la pioggia...
Ibone
2008/2/24 PaureDebbo confessare che prima che nascesse Erika, sono stata assalita da un forte senso di "inutilità materna". Durante alcuni mesi, ho pensato che non sarei stata capace di accudire la mia piccola nel modo giusto e questo senso di impotenza e di ignoranza cresceva man mano si avvicinava il momento del suo arrivo.
Questo fenomeno è quanto meno curioso se teniamo conto del fatto che non sono alle prime armi poiché nel mio "curriculum" c'è già l'esperienza della prima figlia, andata alquanto bene dopo tutto. Ciò nonostante, sentivo di aver dimenticato ogni cosa. Pensavo al bagnetto con terrore: E se mi cade? E se non mi ricordo più come prenderla? E se le faccio del male?
Altrettanto succedeva con il resto delle attività che solitamente richiede un neonato: E come faccio con le tutine che si mettono dalla testa? Lo farò bene? E se le faccio male alla testa? Avrò sufficiente latte per allattarla? Sarò in grado di educarla bene?
Tutto questo mi metteva in crisi, specie perché quando ero incinta di Iris, non ricordo di aver avuto paure simili sebbene lei fosse la mia prima figlia. Non so, è come se, all'epoca, avessi la certezza che avrei saputo cosa fare in ogni momento per una sorte di intuito materno innato. E debbo dire che così fu con Iris.
Invece, una volta avuta Erika fra le mie braccia, ho scoperto che tutto il bagaglio di esperienza fatto con Iris non era rimasto nel dimenticatoio bensì mi è tornato tutto chiaro, senza nemmeno pensarci più di tanto. E dopo il primo bagnetto, traumatico per una serie di circostanza aggiuntesi alla paura a cui ho accennato prima, il resto è filato liscio come l'olio.
Eppure basta così poco per rompere in mille pezzi la sicurezza di una madre quando si tratta di cercare il meglio per i propri figli... Ma poi, tutto sembra aggiustarsi da solo. Con uno sguardo ridente della tua piccola. Con i gridolini di soddisfazione quando vede che ti avvicini a lei. Con i controlli del pediatra che indicano che cresce bene. E soprattutto con tutto l'amore che un esserino così tenero riesce a trasmetterti. Basta così poco (che in fondo è così tanto) a sconfiggere qualunque paura.
Sono fortunata, lo so, perché le mie piccole mi rendono tanto forte.
Ibone
2008/2/23 IndecisioneAndiamo o non andiamo? Restiamo qui? Manco ammazzata! Allora, vediamo una casa al mare. Torrevieja? Per carità! Non se ne parla! Brutto mare, spiagge sporche, troppa gente, troppi scogli sotto l'acqua... Ma... E allora, vediamo i voli per Catania? Vediamoli, va... Guarda guarda... tutti e quattro non meno di 800 €... Mica male...! Sì, ok, ma poi devi mettere i regalini... Ma quali regalini? Stai scherzando? Niente cose ingombranti quest'anno che abbiamo anche il bagaglio di Erika... Al massimo per i bambini... Dunque... Ci si va o non ci si va? È che poi lì... Spese folli!!! Niente pacchi, per favore! Va bene... all'andata però... Al ritorno per forza...
Insomma, che si fa? Guarda, io sono indecisa... Non so cosa dire... E tu? Lo sai che per me va benissimo non andarci, anzi!!! Per me è troppo stress... Sì, ma allora... non ci andiamo? Bop! Che vuoi che ti dica? Senti, facciamo così: chiediamo a Iris e facciamo come dice lei, ok? Ok! Iris! Tu che ne dici? Io? Ehm!... Io dico lo stesso che dice mami!!!
Indecisione!
Ibone Cuore di burroÈ quello che dice mio marito a proposito del mio cuore. Io lo chiamerei piuttosto "traditore e vigliacco". Perché con la sua vigliaccheria riesce sempre a fregarmi, a battermi sul fronte dei sentimenti, a farmi dimenticare o quanto meno a passarci sopra, i miei desideri di vendetta, di non voler dimenticare per non farmi prendere in giro... ancora.
Il mio cuore di burro...
E non è che mi manchi la volontà o che, arrivato il caso, non sia capace di esercitare una crudele noncuranza per benino. Tutt'altro! O almeno finora è stato spesso così. Eppure, guardando Erika, il suo visino più dolce del miele, i suoi occhi che inondano di tenerezza; sentendo i suoi gridolini di gioia e annegando nei suoi ampi, innocenti sorrisi... la mia corazza è andata in frantumi. I bei propositi di non darla vinta a chi ci dimostra una volta e poi un'altra disprezzo assoluto, diciamo forse meglio "negligenza" per seguire la scia del politicamente corretto... come dicevo, quei propositi così saldi, sono stati nettamente anientati, distrutti, spazzati via... dal mio cuore di burro... L'illusione di Iris, le sue aspettative (speriamo stavolta intatte)...
Cuore di burro... sí, va bene... Ma non tiriamo troppo la corda! Ci vuole nulla a mettere ognuno al suo posto. Quando si tratta dei sentimenti delle mie bambine... Altro che burro! Mitraglia! Quindi, attenti perché ormai camminiamo sul filo del rasoio... E comincio a esserne stanca...
Cuore di burro o no, adesso BASTA!
Ibone 2008/2/17 NonsensoHo sempre sentito una profonda attrazione nei confronti della scrittura, così, in generale. Adoro scrivere di qualunque cosa si tratti: dall'elenco della spesa alla creazione di storie oppure delle filastrocche per mia figlia Iris.
Così, cominciai questo blog con tanto entusiasmo e vedendoci la possibilità di esprimermi alla meglio in questo mezzo che mi brindava l'opportunità di esternare i miei pensieri, le mie emozioni, le mie frustrazioni... in una lingua che ormai era diventata per me, il mio mezzo di espressione preferito.
All'inizio, le cose filavano lisce. Poi, non so come, mi sono fatta accalappiare da non so quale dinamica a me non tanto cara e finì che il senso originario del blog svanì come per magia, una brutta magia, debbo dire, che mi portò non solo ad allontanarmi dall'italiano come lingua con la quale esprimermi, come era mia intenzione e diletto ma addirittua a scrivere su cose che in fondo non mi davano per niente soddisfazione e che in qualche occasione, mi hanno perfino cacciata nei guai poiché sono state prese per il verso sbagliato.
E in questo modo, caddi nella trappola del fare le cose per gli altri e non per me stessa. Grosso errore, lo so. Giunsi a un punto in cui non riuscivo più a tirarmi fuori da quella meccanica che mi risucchiava e il piacere della scrittura smise subito di essere tale.
Avrei dovuto dire: -Grazie ma lo faccio solo per me... Eppure... Quanto è difficile uscire dal mondo ingannevole delle lodi!
Adesso non so cosa fare. Avrei tanto da dire, da raccontare (a chi? A nessuno, questo è il bello!). Avrei tante idee, sentimenti da trasmettere o semplicemente versare, così, per il mero piacere di farlo e senza aspettare commenti o letture altrui.
Non so se ormai ne vale la pena di usare questo mezzo per fare ciò...
In ogni caso, sono sicura di una cosa: tutto quello che uscirà dalla mia tastiera sarà mio e solo mio!!! E nello stesso modo che io non mi aspetto nulla da nessuno, spero che gli altri non si creino false aspettative nei miei confronti o rischieranno di rimanere veramente delusi...
Ibone 2008/1/14 SagasNunca me he interesado por las sagas ya sea a nivel literario o cinematográfico. Más que nada porque generalmente tengo la tendencia natural a huir de cualquier tipo de esclavitud y por la sensación de insatisfacción que me dejan los episodios que nunca acaban con un final absoluto. Confieso, eso sí, mi completa dependencia del "commissario Montalbano", mi gran amor platónico cuyos libros devoro apenas caen en mis manos.
En lo cinematográfico, tengo tres "dependencias": "Indiana Jones" (a mí también me hubiese gustado ser aventurera de profesión), "La guerra de las Galaxias" (daría cualquier cosa por tener una espada láser como las de la famosa saga...) y "Harry Potter" (simplona lo sé, pero siempre he tenido debilidad por la magia aunque sea muy de andar por casa).
Así que no se me pasó por la imaginación ir al cine a ver "El Señor de los Anillos". Me lo imaginaba como un sinfín de horas aburridas. Quizás por el grosor del libro o por lo lúgubre y oscuro de las imágenes de la publicidad. Sin embargo, en los últimos días (¡y es que nos está durando bastante más de lo que dura!) hemos echado mano de los dvds de las tres partes que ven al Sr. Frodo protagonista (sí, lo sé que en la tele no es lo mismo pero en mis condiciones actuales, es decir, con Erika como prolongación de mi persona, aunque sería más correcto decir "anexo de mis pectorales"...., ir al cine supondría la 3ª parte de Misión Imposible y sin posibilidad alguna de finalizar la misión...). En fin, que entre interrupciones varias, le he cogido gusto al anillito y a sus protagonistas.
Y es que a veces nos imaginamos las cosas como no son o es quizás por eso, por esperarnos poco y mal de algo, que al final, acaba sorprendiéndonos agradablemente...
Ibone
2008/1/6 Feliz añoGracias a todos los que habéis seguido pasando por aquí a pesar de mi abandono en los últimos tiempos. Lo cierto es que tengo mis días tan llenos que apenas tengo tiempo-ganas de encender el ordenador a no ser para descargar las fotos de mis dos tesoros.
Erika crece bien. Come fenomenal lo cual me obliga a estar siempre a su disposición. Es una felicidad enorme ver su carita redonda llena de satisfacción cuando acaba de mamar.
Por otro lado, en los últimos días uno de mis pasatiempos preferidos es mirarla y contemplar sus sonrisas. Le encanta que le hable y se queda ensimismada mirando mi boca mientras lo hago.
Cuando no estoy con ella, es Iris la que reclama mi atención. ¡Me parece tan mayor desde que nació su hermana! Y sin embargo, es siempre mi niñita.
Os pido perdón por no visitaros pero sé que entenderéis que mis prioridades en estos momentos son otras.
Eso sí, me gustaría desearos un feliz 2008 y prometo darme una vuelta por vuestros blogs en cuanto las circunstancias me lo permitan.
Un beso a todos y (¡no puedo resistirme!) unas fotos de mis angelitos. Ciao!
2007/9/29 Medidas popularesDesde que el gobierno aprobó la ley por la que destinarán 2500 € a cada niño nacido a partir de no sé qué día de este año, no hago más que oír quejas, protestas y comentarios críticos hacia esta medida. Yo voy a ser madre en breve y tengo que decir que me parece estupendo que haya ayudas, sea de la cuantía que sean, en estos casos. Y me parecería bien aunque yo no estuviese a punto de traer al mundo otro hijo. Uno de los motivos de crítica es que la cuantía es irrisoria respecto a lo que cuesta un hijo, sobre todo durante el primer año de vida. Seguramente es así pero no creo que el dinero pretenda “mantener” al niño durante ese año. Y supongo que ninguna familia se plantea la posibilidad de aumentar sólo por el dinero de la subvención. Sería bastante irresponsable por parte de los padres ponerse “manos a la obra” movidos por tales ayudas económicas. Yo soy ya madre y sé que tener un hijo supone todo un plan de formación, educación, cuidados (no sólo monetarios) y de afecto que van mucho más allá del plano meramente económico. Sin embargo, puestos a criticar, yo también criticaría que la cantidad sea la misma para todo el mundo independientemente de los ingresos familiares. En mi opinión, deberían dar menos a quien tiene más hijos pues si se trata de fomentar la natalidad, habría que hacerlo en aquellas familias que tienen menos hijos (normalmente no se corresponden con las de menores ingresos) y no en las que parecen salidas de conejeras…. A ésas, yo les financiaría un buen curso de planificación familiar. Recordemos que los hijos son para toda la vida y no sólo para un año o tres (100€ al mes si la madre tiene trabajo remunerado). (Lo políticamente correcto nunca se me ha dado bien y al máximo, me da náuseas… Y la demagogia no es santo de mi devoción). No obstante, yo, como madre en la práctica y en ciernes, preferiría sin duda alguna, otro tipo de medidas. Me refiero a medidas de tipo “temporal” (es decir, relacionadas con el tiempo) y no sólo económico. Me parece realmente indecoroso, vergonzoso y contra toda forma de racionalidad, que el permiso maternal sea de 16 raquíticas semanas. A pesar de que popularmente se cree que corresponden a 4 meses, en realidad, son tres meses y medio (si no se decide coger alguna semana antes del parto con lo que se restarían a las de después). Desde hace tiempo, los especialistas en maternidad y puericultura aconsejan una lactancia exclusivamente materna durante los 6 primeros meses de vida del bebé lo cual es completamente incompatible con el hecho de “abandonarlo” a su destino a los 3 meses y medio (y yo, que he tenido ya una experiencia en este sentido, puedo asegurar que ni la hora de lactancia que fluctúa en base a las necesidades del centro, ni los sacaleches, pueden suplir este vacío de 2 meses y medio de estrés y de fuerza de voluntad si se decide seguir los consejos de lactancia materna exclusiva hasta el sexto mes de vida…). En definitiva, yo renunciaría de buen grado a las ayudas económicas en cambio de más tiempo con mi bebé (en algunos países, el permiso por maternidad es de 12 meses), dedicándome a su cuidado cuando más me necesita. (Y evitando posibles mastitis, como me ocurrió con Iris al estar más de 5 horas sin poder darle el pecho y sin la posibilidad de sacarme la leche por motivos de trabajo… ). Ibone 2007/9/23 Problemas de pesoFuimos a la revisión. Hicimos la ecografía de rigor donde yo cada vez distingo menos y sólo me queda el consuelo de adivinar solita el piececillo que se me clava por todas partes y (¡eso sí!) la cabeza de mi hija que, sin lugar a dudas, ya empieza a demostrar ser digna portadora del apellido paterno… En principio, todo normal. Aunque la niña parece que está tan a gusto de culo y con la susodicha cabecilla jugando al fútbol con mi pobre ombligo (¡creí que me había herniado!). Hasta ahora la ginecóloga parecía satisfecha: - ¡A ver si le vas diciendo que se dé la vuelta… que sigue de nalgas! ¡Vale! Yo, que soy muy disciplinada (mi marido dice “adoctrinada” pero esto es argumento de otro blog..), desde aquel momento, me paso el día y la noche intentando convencer a mi hija para que se gire. Pero como ya he apuntado, la niña tiene un apellido que suele implicar cabezonería así que… ahí sigue intentando sacar la cabecita por mi ombligo… La tensión arterial perfecta (¡quizás la primera vez en mi vida que tengo 11/6! ¡Estoy como una rosa, vaya!). Ahora a la balanza…. En el aire un presagio para nada halagüeño. La ginecóloga apunta y me mira. - ¡Has engordado dos kilos y medio! (Tono entre escandalizado, amenazador y sin duda sorprendido pero en todo caso para nada tiznado de comprensión). ¿QUÉ HAS HECHO? Yo me quedo sin palabras. ¿Qué he hecho? ¡Nada! ¡Lo juro! ¡Ni siquiera me aprovecho de mi estado para comer por dos…! - ¿Te pasas el día picando? ¿Has cambiado la alimentación? (Faltaba sólo que dijese apuntándome un flexo a los ojos: ¡Confiesa!¡Te has dado al canibalismo, eh!). - Yo no pico entre horas… No como más que antes… No sé…- balbuceo como un escolar al que han cogido in fraganti comiéndose la merienda del compañero en clase… - Esto no puede ser… - Pero si en todo el embarazo he engordado sólo 8 kilos…- me defiendo yo como puedo. - Sí, pero en los dos que te quedan, si engordas 3 al mes, te pasas del peso… ¡Te pones en 14 kilos! (lo dice realmente escandalizada…). Y yo no puedo evitar pensar en todas las ex embarazadas conocidas que aludiendo a mi poca tripa (que a mí me parece una mesa-camilla…), me confiesan que engordaron 20 kilos en cada embarazo… ¿No tenían ginecólogo? ¿O engordaron 10 kilos la última semana? ¿Qué he hecho yo para merecer esto? ¡Ni siquiera como chocolate porque le he cogido tirria! ¡Jo! Al final, llegamos a la conclusión de que más que de dieta se trata de falta de movimiento y como deberes ineludibles, me ordena media hora de caminata por la mañana y otra media por la tarde (¡ya me gustaría a mí poder hacerlo tan ricamente! ¿Y dónde meto las contracciones cuando ando…? Motivo por el que dejé de caminar como antes…). Dejando claro que no va a permitir que me pase de peso… Y yo, que los problemas que en circunstancias normales he tenido en este sentido eran más bien por todo lo contrario (engordaba a duras penas y “lo adquirido”, lo eliminaba en dos o tres días sin saber ni cómo ni por qué), desde que me dijo que no podía engordar tanto, TENGO SIEMPRE HAMBRE. Me levanto con hambre, desayuno y sigo con hambre, como y al rato tengo hambre…. Por la noche, asalto la nevera en busca de algo para paliar el hambre… ¡TENGO HAMBRE! ¡Y potenciales problemas de peso…! Ibone 2007/9/16 Conversaciones con CristinaDespués de una hora larga de conversación telefónica con Cristina, con la que tengo bastantes cosas en común, hemos llegado las dos a una serie de conclusiones o consideraciones que pongo a continuación en orden totalmente aleatorio:
1- Para ejercer la ginecología, no basta con ser buenos profesionalmente sino que se debería incluir en el currículo de la carrera la sensibilidad y la delicadeza en los modos y en el lenguaje. (Supongo que esto excluye a un buen porcentaje de alumnos de género masculino...).
2- No se debería permitir ejercer la ginecología a quien no haya parido previamente por lo menos una vez. (Imagino que esto excluye completamente el género masculino restante pero con tantas profesiones sólo para hombres como sigue habiendo, por una que sea exclusivamente femenina, no creo que importe mucho).
3- Si estar informadas significa conocer con todo detalle cuántos bebés han muerto apaleados, cuántos niños han raptado o cuántos han sido violados y asesinados en la última semana, preferimos que nos llamen ignorantes.
4- No importa la edad o cuánto se cuide uno. Cuando llega, llegó. Por eso, los que seguimos por aquí pululando (sobre todo peligrosamente por los 40), tenemos que pensar "¡Qué suerte la mía que puedo seguir contándolo y compartiéndolo con quien quiero!".
5- ¿Por qué pedir un presupuesto al dentista o al ortodoncista resulta casi un acto de humillación? Como si desembolsar 800, 1000, 1500... euros no se merezca una minuciosa justificación por parte de quien se va a poner a tu servicio (bueno, al de tu boca).
6- Los hijos de las mujeres de 40 para arriba deberían ser post-adolescentes autónomos. Más que nada por una cuestión de falta de energía por parte de los progenitores...
7- No importa lo grande que pueda ser una casa: nosotras somos capaces de llenar cada rincón, cajón, armario y hueco con todo tipo de cosas haciéndola parecer diminuta en un plis plas.
8- Cuando nos ponemos a hablar, no hay quien nos pare... ¡Por suerte! (No sé si nuestros maridos e hijas pensarán lo mismo...).
Ibone
2007/9/15 Mal de muchos...Andaba yo preocupada... Hasta miedo me daba introducirme en este mundo virtual que compartimos después de mi desgana informática de los últimos tiempos. Desgana avalada por un cansancio que va en aumento y al que contribuyen de manera decisiva mi falta de sueño nocturno y diurno y las prácticas de kickboxing que la segunda de mis vástagos lleva a cabo cada día con mayor ahínco y precisión...¡dentro de mi cuerpo serrano!
Sin embargo, será porque la mayoría de mis "contertulios blogueros" ha empezado de nuevo el trabajo, será porque septiembre nos está regalando días de estupendo sol y temperaturas que invitan a no pisar por casa, he sentido un enorme alivio al darme una vuelta por los demás blogs y ver que no les iba tan a la zaga... (Bueno, excepto a Nekane que es un caso único de hiperactividad bloguera... ¡No hay quien la pare!).
En fin, sólo quería que supierais que no he emigrado a otra galaxia internáutica a pesar de tener la cabeza constantemente en la Luna.
Espero tener pronto las ganas y la inspiración para volver a la carga. Por el momento, voy a dejarme mecer por el sopor que proporciona el uso limitado de las neuronas.
Ibone
2007/9/2 La vanidadPues sí, ¿para qué negarlo? Soy una que se abandona a menudo a la vanidad. En fin, que soy de ésas que aprovechan cada reflejo de escaparate para decirse: -¡Huy! ¡Pero qué bien me quedan estas gafas de sol! ¡Oye! ¡No había notado yo el culín que me hacen estos pantalones...! ¡Qué bien me ha quedado hoy el pelo con este champú!
O de las que hacen de portales y, en su defecto, ventanillas de los coches, un espejo ideal para mirarse a voluntad... Aunque sobre las ventanillas habría mucho que objetar pues siempre te encuentras con las proyectadas por algún ingeniero acomplejado por con un cuerpo fofo y lleno de deseos de venganza y que te devuelven una imagen parecida a la de los espejos deformantes de los Parques de Atracciones... ¡Hay que tener mala leche, oiga!
De todos modos, incluso teniendo clarísimos y asumidos con tranquilidad mis múltiples defectos físicos, no había tenido hasta ahora reparos en los confesados miramientos callejeros. ¡Hasta hoy! Como siempre, miraba de reojo mi imagen en los cristales y sólo conseguía ver una encimera adosada al resto de mi cuerpo que pasaba inobservado ante la prepotencia de aquella especie de mesa de campo desplegada. No podía ver ningún otro detalle de mi cuerpo. Y ella, allí dentro, que no paraba de abrirse paso a codazos y rodillazos como si quisiera llegar a la Plaza cuando yo aún estaba en la Puerta Zamora...
¡A ver! No confundamos: yo estoy orgullosísima de mi tripa (y sobre todo, de lo que se mueve dentro. ¡Guapa!) pero con lo que todavía me queda... (¡toco madera!), me pregunto si al final quedará algún vestigio del resto de mi cuerpo...
Por el momento, creo que voy a renunciar a cualquier forma de reflejo que supere los 5x5 cms.... De lo contrario, en lugar de camisetas, voy a acabar poniéndome un mantel a cuadros...
Ibone
P.D. Piccolina mia, al di là dell’ironia, lo sai che ti voglio un bene dell’anima!! Ti aspetto! 2007/8/30 Nada sabe tan dulceDecía una canción (creo de Víctor Manuel): “Nada sabe tan dulce como su boca”. Sin querer restarle romanticismo y dando por descontado que la dulzura de la boca amada te puede empujar hacia un estado de nirvana, me gustaría precisar que nada sabe tan dulce como las mejillas de mi hija cuando, antes de irme a la cama, me inclino sobre su rostro e me la como a besos mientras ella duerme plácidamente.Sólo es comparable a la sensación de paz y serenidad que me hace sentir cuando me rodea con sus bracitos o se deja acariciar melandrosa la carita con su piel aterciopelada.Yo he sido siempre muy dada a mimos y carantoñas y con ella he descubierto que es mucho más satisfactorio dar que recibir.Nunca he concebido la actitud de los padres y madres que creen que por manifestar cariño a los hijos, los van a hacer más débiles. En mi opinión, el amor y el afecto pueden sólo hacerte más fuerte y mejor persona. Yo no podría vivir sin caricias y besos: sin darlos ni recibirlos. Y por suerte, mi hija es de la misma opinión.Ibone |
|
|